La Scienza è in Tavola: serve una ‘rete’ tra ricercatori, aziende e consumatori

Un linguaggio comune per le figure coinvolte nello sviluppo del settore agro-alimentare, per agevolare il meccanismo virtuoso attraverso cui la scienza, guardando alla tavola, si rende accessibile ai destinatari ultimi delle ricerche. Ovvero  le aziende. E, queste,  la stimolino in una direzione di utilità sociale.
 

Il fil rouge

 
È l’obiettivo che ha fatto da fil rouge del convegno “La Scienza è in Tavola”, organizzato dal Cnr a Palazzo Lombardia, e al quale hanno partecipato tecnici ed esperti. Che hanno discusso, tra gli altri, anche i risultati del Progetto ‘Risorse Biologiche e Tecnologie Innovative per lo Sviluppo del Settore Agro-alimentare’ dell’Accordo Quadro tra Regione Lombardia e Consiglio Nazionale delle Ricerche.
 

Carta Europea dei Ricercatori

La Carta Europea dei Ricercatori, codice di condotta redatto dalla Commissione Europea nel 2005, indica chiaramente che “i ricercatori dovrebbero assicurare che le loro attività di ricerca vengano rese note alla società, migliorando in questo modo la comprensione delle questioni scientifiche da parte dei cittadini”.

Scienza tavola e vita

Nell’ambito della scienza collegata alla tavola le scienze della vita. Che comprendono agricoltura e medicina. L’Italia produce il 6% delle pubblicazioni mondiali, ponendosi quarta nel mondo, e il 3% dei brevetti europei, per cui si classifica quinta. Nonostante questa produzione scientifica, la ricerca italiana, almeno in campo agroalimentare, non riesce a tradursi in realtà applicativa presso la filiera produttiva.

I brevetti italiani

”I brevetti ci sono – spiega Diego Breviario, responsabile dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria (IBBA) del Cnr – ma li paghiamo noi come ricercatori. Quando invece dovrebbero cominciare ad essere le aziende a pagarli. Il convegno di oggi vuole essere un’occasione per mettere in contatto queste due realtà. Ovvero quella della ricerca e quella imprenditoriale. E mostrare i frutti e le possibili applicazioni del nostro lavoro”.
 
Il convegno ha trattato vari aspetti relativi a sicurezza, qualità e origine degli alimenti destinati al consumo umano e animale; temi oggi centrali per il produttore e per il consumatore e di aumentato interesse all’interno di un mercato sempre più globale.
 

Energia dalle farine

 
Ecco perché sono stati affrontati i temi legati alla mangimistica. E, in particolare, quali le tecniche più utili alla caratterizzazione delle miscele e alcune possibilità create, nel medesimo settore, dall’impiego di farine ottenute dalle coltivazioni destinate alla produzione di energia. L’alimentazione animale non è, infatti, di secondaria importanza nell’ambito della produzione agro-alimentare destinata al consumo umano.
 

Una migliore tracciabilità dei prodotti caseari 

 
Alcune ricerche dedicate alle produzioni casearie hanno messo in luce il ruolo dei fitocomponenti della dieta animale come traccianti utili per verificare il rispetto dei disciplinari di produzione dei derivati caseari. L’alimentazione animale è un fattore capace di influenzare la qualità delle produzioni lattiero-casearie. E insieme alle varianti genetiche negli animali da latte e alla biodiversità microbica responsabile dei processi fermentativi, è stato l’argomento di discussione di una serie di interventi volti a mettere in relazione questi fattori con l’unicità della produzione agro-alimentare italiana. Una ricchezza, quella dell’agro-alimentare italiano, tutelata attraverso precisi strumenti giuridici e alcune consolidate esperienze di analisi, che alcuni consorzi hanno illustrato durante i lavori.
 

Da dove viene un alimento? Lo dice la Risonanza

 
Particolare interesse ha suscitato l’utilizzo della Risonanza Magnetica Nucleare come ulteriore strumento diagnostico, capace di restituire sempre maggiori informazioni rispetto alla composizione qualitativa di prodotti come olio e caffè, e capace di  determinare l’origine geografica dell’alimento. Un’applicazione tecnologicamente molto avanzata che si coniuga perfettamente con le metodologie basate sull’analisi genetica. Volte sia a tutelare la filiera dei cereali sia a migliorare la catalogazione delle sementi, importante aspetto per la lotta alla contraffazione e per la tutela della biodiversità di interesse agricolo, responsabile, in ultima analisi, dell’unicità del Made in Italy agro-alimentare.
 

Una Carta d’identità per i vini

 
Questo aspetto risulta cruciale anche all’interno del settore viticoltura. Durante i lavori del convegno sono stati presentati alcuni strumenti innovativi di certificazione dei prodotti vitivinicoli e i progetti avviati per avvicinare il consumatore a un consumo consapevole. Grazie all’introduzione di nuovi strumenti di informazione. Quale quello di una carta di identità dei vini.

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