Un Consorzio per il prezioso Sciacchetrà, obiettivo promuovere vino e territorio

dall’inviato Nicoletta Morabito

Monterosso, Cinque Terre – Domenica scorsa a Monterosso uno dei paesi della 5 Terre, nove aziende vinicole si sono accordate per fondare un Consorzio di promozione del più famoso vino locale: lo Sciacchetrà a cui è stata dedicata la prima edizione di “Re Sciacchetrà”, il festival riservato al prezioso passito ligure. Stiamo parlando di un vino bianco dolce unico e prezioso, non solo per la sua alta qualità, ma per il fatto che è un prodotto di nicchia.

Sciacchetrà bicchiereSCIACCHETRA’, UN BOUQUET UNICO – Gli esperti lo definiscono un passito dal colore dorato intenso che vira all’ambrato, dal profumo complesso con una nota di albicocca secca caratteristico e un sentore di iodato unico tra i passiti che ne stempera la dolcezza e lo rende quasi secco al palato. Un vino che rappresenta perfettamente il territorio delle 5 Terre, famoso in tutto il mondo per la bellezza del suo mare e dei suoi paesaggi aspri che l’uomo con un lavoro eroico di secoli ha trasformato in affascinanti terrazzamenti riconosciuti dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il Festival si è svolto dal 30 agosto al 1 settembre, tre giorni che hanno visto la partecipazione di molti giornalisti del settore andati alla scoperta dei vigneti e dei muretti a secco tipici di queste zone. Interessante anche la tavola rotonda tenutasi sabato pomeriggio e aperta al pubblico che si è conclusa con una serie di assaggi di Sciacchetrà di varie aziende. Questo progetto prevede la ripetizione annuale del Festival e la creazione di un Osservatorio Permanente del territorio e della produzione.

sciacchetrà vignetiUN CONSORZIO PER PENSARE IN GRANDE – “Insieme si riuscirà a superare i limiti delle piccole produzioni e delle piccole dimensioni aziendali, caratteristiche intrinseche del nostro territorio” – racconta Luigi Grillo, presidente Associazione “Amici delle Cinque Terre”, tra i promotori del festival e del consorzio. La produzione totale di Sciacchetrà del 2012 è stata solo di 112 ettolitri. Una quota decisamente limitata, che sarebbe interessante poter incrementare.

RITORNO ALLE TERRE FATTORE DECISIVO – Ricordiamoci che cinquant’anni fa i vigneti delle Cinque Terre toccavano i 500 ettari, mentre oggi si raggiunge al massimo i 100 ettari totali. Un abbandono dovuto all’estrema fatica necessaria alla gestione della vigna e dei muretti a secco. Spazi stretti e ripidi che hanno meritato la definizione di “agricoltura eroica”. E’ stata misurata la lunghezza di questi muretti che sommati insieme superano l’estensione della muraglia cinese. Una impresa epica che non si può perdere per incuria e indifferenza.  Questi numeri confermano la necessità di “tornare” a far rivivere i terrazzamenti, sia per creare occupazione giovanile che per tutelare il paesaggio storico delle Cinque Terre. L’alluvione, come più volte sottolineato anche durante il dibattito, sarebbe stata meno violenta se non vi fossero state ampie zone del territorio in stato di abbandono. “Questo territorio e in particolare i terrazzamenti richiedono continue cure e attenzioni – ha spiegato Michele Presbitero il geologo che ha partecipato ai lavori post alluvione – col tempo il terreno si trasforma a causa degli eventi atmosferici, ma anche per la semplice forza di gravità che attira tutto verso il bass”. Durante il dibattito sono emerse diverse curiosità: Antonello Maietta presidente dell’AIS (Associazione Italiana Sommellier) ha illustrato il disciplinare riguardante lo Sciacchetrà e ha puntato l’attenzione sull’esatta scrittura del nome di questo passito, che va scritto con due c, non con una sola. Marzio Berrugi responsabile di zona della FISAR (Federazione Italiana Sommelier e ristoratori) ha invece suggerito gli abbinamenti ideali per lo Sciacchetrà: pasticceria secca e formaggi stagionati dal gusto deciso. Al dibattito pubblico sono intervenuti inoltre Pietro Lunardi ed il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, l’On. Giuseppe Castiglioni.

Sciacchetrà fondatori consorzioLe aziende aderenti al progetto del Consorzio sono: Buranco, Cheo, Forlini Capellini, Begasti, Sassarini, Bonanini, Cantine Litan, Currarino, Burasca. (foto a sinistra). Una dettagliata scheda sul celebre passito ligure è stata realizzata da agriliguria.net. Per consultarla, aprire questo link.

 

 

 

 

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