Terremoto nel Mantovano: altro stop ai fondi Ue, ora serve un DPCM

 

A un anno dalle scosse di terremoto che il 20 e il 29 maggio 2012 colpirono il terremoto del mantovano non ci sono ancora elementi di certezza circa l’utilizzo dei finanziamenti concessi dall’Unione Europea.

 

UN ALTRO STOP AI FONDI UE – La Corte dei Conti ha bocciato anche il provvedimento del capo della Protezione Civile Franco Gabrielli che assegnava i 670 milioni erogati a dicembre da Bruxelles e li ripartiva tra i commissari per l’emergenza di Lombardia, Emilia e Veneto. 37 quelli destinati ai 14 comuni mantovani del ‘cratere’, 34 dei quali già pianificati dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

 

UN GIALLO – In questo contesto estremamente intricato si è inserito anche il “giallo” della revoca dell’incarico a Gabrielli, come anticipato da Panorama.it, poi rientrato con una precisazione arrivata al settimanale direttamente dalla Protezione Civile in cui si dice che “il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Filippo Patroni Griffi, il 7 giugno ha firmato, con decorrenza 29 aprile 2013, il decreto di conferimento dell’incarico di Capo del Dipartimento della protezione civile al Prefetto Franco Gabrielli” .

 

Intanto nel Mantovano si continua ad attendere un segnale per lo sblocco dei fondi.

IL MINISTRO DEL RIO A MOGLIA AVEVA DETTO – Un percorso era già stato individuato dal governo, ha spiegato a Moglia il 29 maggio ai sindaci il ministro per gli affari regionali Graziano Del Rio, invece la Corte dei Conti, organo costituzionale, esige un provvedimento approvato dall’Esecutivo. Per i cittadini c’è il rischio reale di perdere quei fondi da spendere tassativamente entro il 19 dicembre.

 

IL SINDACO DI QUISTELLO: FATE PRESTO – Luca Malavasi, sindaco di Quistello in un’intervista al Tg regionale Rai ha dichiarato: ”Se entro 15 giorni non riceveremo i fondi, i cantieri non possono più partire. O il governo si dà una mossa o altrimenti siamo bloccati e rischiamo di dover restituire all’Europa i 37 milioni di euro”.

VERSO UN DECRETO DI LETTA – Serve dunque un decreto immediato firmato dal presidente del consiglio dei ministri, un DPCM, che dovrebbe essere firmato dal premier Enrico Letta nella riunione di domani. Su questo stanno facendo pressing i parlamentari mantovani.

Intanto anche oggi la terra ha continuato a tremare, con una scossa di 2,7 gradi della scala Richter con epicentro nel modenese ma avvertita distintamente a Moglia, San Giacomo delle Segnate e Quistello. Nessun danno alle persone e agli edifici, per il momento, ma udito un grande boato prima del sussulto.

5 MILIONI ALLA LOMBARDIA DAL DECRETO SULLE EMERGENZE – Uno spiraglio di luce in fondo al tunnel si è intravisto oggi: il Senato ha approvato in prima lettura il decreto sulle emergenze che prevede fondi per le zone colpite dal terremoto in Emilia, per l’ Aquila e le altre aree del sisma devastante in Abruzzo, oltre che per il rilancio dell’area industriale di Piombino e per gli interventi previsti per l’Expo 2015.

Il decreto, che ora passa all’esame della Camera, utilizza il meccanismo della deroga del patto di Stabilità interno per sbloccare fondi considerati vitali per affrontare emergenze ambientali che interessano più aree del Paese.
Questa la distribuzione degli stanziamenti principali.
– SISMA IN EMILIA: vengono sbloccati, in deroga al patto di stabilità interno, 50 milioni per l’Emilia, e 5 (cinque) rispettivamente per Lombardia e Veneto. Sono esentate dalle norme del codice civile che prevedono la riduzione del capitale per perdite tutte le imprese dei territori colpiti dal sisma che hanno registrato perdite nell’esercizio 2012. Si stabilisce, inoltre, la detassazione dei contributi per la ricostruzione del sisma in Emilia. I finanziamenti non concorreranno alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sul
reddito e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

– SISMA IN ABRUZZO: fondi per 1,2 miliardi, di cui 98,6 milioni nel 2013 e 197,2 milioni dal 2014 al 2019 per rifinanziare la ricostruzione privata dell’ Aquila e dei Comuni del ”cratere”.
La copertura arriverà dall’aumento delle imposte di bollo: quella di 1,81 euro passerà a due euro e quella di 14,62 euro passerà a 16 euro. C’è la proroga dei precari dei comuni e della Provincia dell’Aquila che sono stati impegnati nella ricostruzione. Lo stanziamento in questo caso è di 2 milioni 780 mila euro.
– EXPO 2015: non si erogano fondi ma si interviene sulle modalità per il lavoro del commissario e si definiscono le sue funzioni. Si prevede anche un tavolo istituzionale presieduto pro tempore dal presidente della Lombardia. Le norme consentono, tra l’altro, la realizzazione di opere infrastrutturali (strade di collegamento, linee di metropolitana, parcheggi).

– SISMA DEL 2002 IN MOLISE: stanziati 15 milioni con la deroga al Patto di stabilità interno che consente la riapertura di molti cantieri per la ricostruzione.

DANNI PER 900 MILIONI – Dopo un anno nel Mantovano sono ancora circa 2 mila le persone che sono fuori casa; i danni stimati ammontano a 800-900 milioni di euro con una percentuale irrisoria di risorse pubbliche già arrivate. E con un problema fondamentale: «Quello di riequilibrare gli stanziamenti previsti per le abitazioni civili, in modo che quelli per la Lombardia siano uguali a quelli per l’Emilia, mentre adesso la ripartizione ci penalizza» ha affermato il presidente della Provincia di Mantova Alessandro Pastacci.

 

SCUOLE NEI VECCHI EDIFICI – Le scuole in tutti i Comuni danneggiati hanno ripreso regolarmente nei vecchi edifici riparati oppure in moduli prefabbricati in attesa di costruire nuovi plessi. Languono, invece, i lavori per le altre strutture pubbliche come i municipi (quelli del cratere hanno tutti dovuto lasciare le vecchie sedi) e come i monumenti, soprattutto quelli del capoluogo, che hanno subito gravi danni (gran parte del Ducale con la Camera degli sposi è ancora chiuso al pubblico).
FONDI DI SOLIDARIETÀ BLOCCATI – Tante le chiese ancora inagibili. Il sistema produttivo ha sofferto ma, a fatica, ha ripreso, anche se molte aziende sono ancora alle prese con il rebus della certificazione di agibilità sismica per i capannoni, complessa da ottenere.

 

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