Suini, siglata a Mantova intesa di filiera tra Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia

 Miglioramento della qualità del prodotto e sua valorizzazione attraverso strumenti tecnici e modelli di relazione che garantiscano maggior trasparenza del sistema,  aumento della fiducia tra gli operatori e garanzie di un’equa ripartizione del valore tra i soggetti che operano nella filiera dei suini. Questi gli obiettivi  dell’accordo firmato a Mantova tra numerose organizzazioni economiche in rappresentanza di allevatori e macellatori, consorzi di tutela di salumi Dop, associazioni tecniche, organizzazioni cooperative e professionali agricole di Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, Regioni che da sole rappresentano oltre il 70% della produzione nazionale.

RISULTATO CERCATO DA TUTTE LE REGIONI  – “E’ il primo atto – ha detto l’assessore regionale  all’Agricoltura, Gianni Fava (nella foto a sinistra)  presente alla sottoscrizione – di una serie di iniziative da parte di Regioni che hanno trovato soluzioni omogenee a problemi omogenei. Il fatto che questa tematica sia condivisa da Regioni differenti, a prescindere dagli orientamenti politici, rappresenta un valore aggiunto e dimostra che finalmente si parla la stessa lingua in un’area che ha una propria omogeneità e che deve affrontare i problemi con serietà e professionalità. In questo momento diamo un segnale forte, voluto da tutte le Regioni presenti, nella direzione di orientare i mercati attraverso regole certe e dare risposte al settore. Se le amministrazioni pubbliche riescono a trovare soluzioni in tal senso, credo che i cittadini possano essere soddisfatti. Oggi per la prima volta si mettono insieme tutti i soggetti della filiera, che convengono su regole comuni. Non era mai successo, credo che su questo punto non possiamo che essere soddisfatti”.  

CHIUSO CONFRONTO SU PUNTI RIMASTI IRRISOLTI – L’intesa è  stata promossa dagli Assessorati regionali all’Agricoltura delle regioni maggiormente produttive, a dimostrazione dell’impegno nel sostegno della filiera ed è frutto di un complesso confronto in particolare per quanto riguarda due  questioni da tempo irrisolte nel settore: la definizione  del “peso morto ” di riferimento e l’applicazione del sistema di classificazione delle carcasse richiesto dall’Unione Europea. Tra gli impegni sanciti, l’applicazione simulata della classificazione delle carcasse nel sistema di pagamento dei suini. Con l’assessore lombardo Gianni Fava hanno presenziato alla firma gli assessori all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni, del Piemonte Claudio Sacchetto, e del Veneto Franco Manzato.

L’intesa dovrà essere trasmessa alla Conferenza delle Regioni e al ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali per proporne la condivisione a livello nazionale.

Positivi i commenti degli operatori del settore. Lorenzo Fontanesi, presidente di Opas e dell’associazione di organizzazioni di produttori Unapros: “La firma del protocollo d’intesa in programma oggi a Mantova rappresenta un passo in avanti per la filiera suinicola, nell’ottica di una maggiore collaborazione e con l’obiettivo di fare chiarezza su due aspetti determinanti come la classificazione delle carcasse e la definizione del peso morto. Confidiamo che l’iniziativa promossa a livello interregionale da Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e Friuli Venezia Giulia possa portare ad una condivisione su scala nazionale”.

 “Il segnale dato dalle Regioni, sul territorio delle quali viene allevato oltre l’80 per cento dei suini italiani, ci auguriamo costituisca una scossa per tutta la filiera – ha proseguito Fontanesi -. È giunto il momento che allevatori e macellatori, in particolare, mettano a punto strategie condivise per una ripresa effettiva del comparto, prima che la soccida e il credit crunch mettano a repentaglio un patrimonio produttivo, agroalimentare e persino culturale come la filiera suinicola”. Il raggiungimento di un’intesa come quella siglata in Borsa merci a Mantova, unitamente alle opportunità che la riforma della Pac concederà dal 2015 in tema di programmazione produttiva, secondo Unapros, “dovranno essere affiancate da politiche di ricerca della qualità, sostegno delle esportazioni, etichettatura e tracciabilità delle carni suine, elementi in grado di qualificare in maniera netta le peculiarità della suinicoltura made in Italy”.

 Assica, Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, ha  espresso grande soddisfazione per la sottoscrizione dell’intesa interregionale.  “È un traguardo davvero rilevante – ha affermato Davide Calderone, Direttore di ASSICA – poiché ad oltre un anno dalla vigenza dell’articolo 14 del Regolamento CUN, era ormai diventato imprescindibile procedere alla definizione dei parametri per quotare i suini a peso morto. In un periodo economicamente difficile come quello che stiamo vivendo in questo momento, non era più accettabile non considerare ufficialmente parametri oggettivi per la compravendita dei suini”.

“Il pagamento dei suini a peso morto – ha proseguito Calderone –  è uno strumento per valorizzare la qualità della produzione suinicola e, di conseguenza, premiare economicamente quegli allevatori capaci di realizzare la materia prima adeguata alle caratteristiche peculiari dell’industria salumiera. Caratteristiche che sono il fattore di successo dei nostri prodotti presso i consumatori.  Questo accordo inoltre darà la possibilità a tutti gli operatori della filiera suinicola italiana di allinearsi al resto dell’Europa dove i parametri che regolano questo mercato sono già stabiliti da diversi anni”.

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