A Mortara il 2 ottobre la sagra del salame d’oca

 

La storia di un territorio, la Lomellina, gustata a tavola

sagra salame d'ocaTorna domenica 2 ottobre la tradizionale sagra del salame d’oca di Mortara (Pv), in Lomellina.

La sagra dall’ultima domenica di settembre “slitta” causa elezioni politiche

La data che tradizionalmente coincide con l’ultima domenica del mese di settembre quest’anno è stata fatta slittare di una settimana in quanto il 25 sono convocate le elezioni politiche nazionali.  Si è quindi preferito evitare sovrapposizioni.

Cambia la data ma non il protagonista dell’iniziativa: il salame d‘oca rappresenta un vanto per la  produzione gastronomica lombarda. Un insaccato così particolare che ha riscosso apprezzamenti anche da parte di numerosi chef.

La sagra è anche un momento culturale per ammirare la rievocazione storica legata alla città di Mortara e conoscere anche gli altri prodotti che si realizzano con le carni di questo palmipede.

Tra le novità di quest’anno, il neo presidente del Comitato organizzatore della sagra del salame d’oca: il giornalista Fabio Rubini.

Il salame d’oca, è di diritto uno dei prodotti tipici più importanti e famosi della provincia di Pavia: insieme al riso e ai vini dell’Oltrepò, rappresenta un vanto per il territorio.

Per qualità e bontà è considerato dai più grandi gastronomi italiani un piatto d’eccellenza.

Tradizione e storia si intrecciano nella produzione del salame d’oca

L’insaccato si confeziona con carne d’oca e di maiale, tritata, mescolata con pepe, spezie e aromi e insaccata nella pelle d’oca. La forma può essere cilindrica, sferica o “a fiasco “, se la pelle d’oca viene presa, rispettivamente, da collo, pancia o schiena.

Il sapore è davvero particolare: la nota delicata ma persistente della carne d’oca è bilanciata dalla grassezza e dalla succulenza di quella del suino.

Nata dall’intuizione dei commercianti che volevano offrire a chi non la conoscesse un’occasione speciale per visitare Mortara, la Sagra nel corso dei decenni ha saputo svilupparsi e imporsi come uno dei principali appuntamenti della Lombardia.

sagra salame d'oca Mortara, rievocazione storica

Immagine tratta dal sito Buona Lombardia (www.buonalombardia.regione.lombardia.it)

Nei giorni in cui si svolge questa grande festa popolare, si intrecciano in città la strada del gusto con i mille banchetti che animano il centro e O…che Bontà, il ristorante ufficiale dell’evento, dove è possibile assaggiare un’ottima varietà di prodotti d’oca (e non solo).

Durante la manifestazione ampio spazio è riservato alla rievocazione storica rinascimentale di Mortara, terra di caccia del duca di Milano Ludovico “il Moro” Sforza e della sua dama Beatrice d’Este, che, al pari del marito, non disdegnava cavalcare nelle campagne attorno alla città.

Non solo salame d’oca ma anche tanti prodotti DeCo da scoprire e gustare

Tra le prelibatezze da assaggiare, anche i prodotti a Denominazione Comunale di Origine (DeCo). Questa speciale “etichetta” ne attesta l’origine geografica. L’obiettivo è la tutela e la valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali che per Mortara costituiscono una risorsa di sicuro valore economico, culturale e turistico.

Il risotto con pasta di salame d’oca e i fagiolini dell’occhio

Tra questi, il “Risotto con pasta di salame d’oca e fagiolini dell’occhio di Mortara De.C.O.”: un piatto stagionale, inserito nel menù dalla metà di settembre sino al mese di marzo dell’anno successivo. A Mortara il riso costituisce da secoli la base dell’alimentazione nelle più svariate interpretazioni. Cuochi e massaie lo sfruttano in minestre e minestroni, risotti, crocchette, frittelle dolci o salate e torte.

sagra salame d'oca Mortara, il salame ecumenico

Da non perdere, il cacciatorino e il prosciuttino d’oca stagionato e il “Salame Crudo d’Oca Ecumenico di Mortara De.C.O.” che può essere consumato indifferentemente dagli osservanti delle fedi cristiana, islamica ed ebraica. L’oca viene disossata, separando le parti magre dell’animale (petto e coscia); si procede quindi alla “filettatura”, che consiste nel taglio a coltello delle carni in piccole parti, cui si aggiungono sale e aromi. L’impasto riposa per alcune ore e poi insaccato nella pelle del collo dell’oca e messo a stagionare in locali climatizzati per un periodo di 60-90 giorni. È ottimo come antipasto.

 

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