Marco Zanazzi di Carpaneta (MN) vincitore di CaseoArt, premio all’eccellenza dell’arte lattiero-casearia di Pandino

CASEOART_1°CLASSIFICATO_2014(Pandino/CR, 2 maggio 2014) – E’ Marco Zanazzi, di Carpaneta (Mantova) il vincitore del concorso  “Caseo ArtPremio  all’eccellenza dell’arte lattiero-casearia”, organizzato da “Asso Casearia Pandino”, l’Associazione dei diplomati della scuola casearia (www.assocaseariapandino.it/).

In servizio presso l’ azienda agro-forestale Carpaneta gestita dall’Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) della Lombardia, Zanazzi si è aggiudicato  lo scettro di miglior prodotto caseario con il suo GRAN MUSI,  fatto con latte misto, vacca 98 % e asina 2 %.

Gran MusiIL  SANTO PROTETTORE  DEI CASARI – Nelle sale del castello di Pandino  il suo è  stato proclamato  il formaggio “migliore tra i migliori”  tra 334 formaggi provenienti 13 regioni e si è aggiudicato il “Trofeo San Lucio”, intitolato al Santo protettore dei casari e dei tecnici di caseificio:  San Lucio di Cavarnia dal nome del  paesino sopra Porlezza –  nel comasco –  dove  svolse attività di bergamino, cioè mandriano,  fu dedito all’industria del latte e del burro tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo.

LE TAPPE  DEL  SUCCESSO  – Arrivato dal  Mantovano,  Zanazzi  è l’indiscusso vincitore eletto da una duplice giuria che ha valutato l’eccellenza del prodotto nelle due giornate della kermesse: Marco Zanazzi (Carpaneta) lo scorso 15 marzo, la valutazione è stata eseguita dalla giuria tecnica di valutatori Onaf, Organizzazione  Nazionale  Assaggiatori Formaggio,  mentre il giorno successivo è stata la giornata del giudizio di una giuria mista fatta di valutatori esperti e giornalisti gastronomici.

“Abbiamo voluto creare una manifestazione di settore – ha commentato  Daniele Bassi, Presidente di Asso Casearia Pandino –  che mettesse in primo piano il fattore umano. Premiare, Marco Zanazzi con il suo nome, il suo cognome e il suo prodotto non è una casualità ma una scelta ben precisa: quella di mettere i tecnici caseari in primo piano rispetto al brand”.

Per il formaggio vincitore, è stato elaborato un profilo sensoriale a cura dell’arbitro del concorso Vincenzo Bozzetti, noto esperto e scrittore di settore che ben ha descritto l’essenza dell’evento:

“La varietà che ha caratterizzato i prodotti iscritti a CaseoArt – ha affermato Bozzetti –  ha dimostrato  tutta la ricchezza del nostro patrimonio agroalimentare, un patrimonio unico al mondo che rappresenta una leva formidabile  per lo sviluppo economico reale del nostro Paese.”

casaro al lavoroUN MESTIERE PREZIOSO – Il concorso è nato per riconoscere alle persone che operano nei caseifici, il valore del duro lavoro, svolto quotidianamente con passione e responsabilità, grazie al quale il successo delle Aziende del settore è assicurato.

La valutazione dei formaggi attraverso l’analisi sensoriale, è un ottimo sistema per promuovere e valorizzare i prodotti lattiero-caseari iscritti al concorso, inoltre i Giudici analizzano anche l’aspetto tecnologico produttivo, garantendo quindi un giudizio di alto valore tecnico.

CARPANETA, UN FIORE ALL’OCCHIELLO –  Il vincitore dell’edizione 2014, lavora presso l’azienda agro-forestale della Carpaneta  a Bigarello (MN), in un contesto di rilevanza storica per l’agricoltura mantovana e lombarda. Occupa una superficie di 220 ettari e, oltre ad ospitare una delle sedi operative di ERSAF, è attualmente utilizzata per attività sperimentali in ambito forestale e sulle colture tradizionali lombarde.

Carpaneta facciataLe attività svolte presso la Carpaneta possono essere suddivise in due grandi categorie: quella agricola e quella forestale. Parte dei terreni di proprietà sono infatti adibiti alla coltivazione di cereali per testare la produttività dei diversi ibridi e le loro potenzialità nel produrre biogas. Inoltre, su un’area di 69 ettari sorge la Foresta della Carpaneta,  creata nell’ambito del progetto regionale “10 grandi foreste di pianura” , con l’intento di aumentare le superfici boscate nelle zone di pianura  e promuovere un utilizzo ecocompatibile e multifunzionale dell’ambiente.

La foresta è caratterizzata da tre zone: un bosco naturaliforme simile per composizione a quelli che anticamente ricoprivano la Pianura Padana, un’area di riproposizione del paesaggio rurale tradizionale ed infine un’area con tre parchi tematici – Parco di Arlecchino, Parco di Virgilio e Parco di Bouffier – dedicati  ad altrettanti personaggi legati al territorio mantovano e alle tematiche agricole-forestali.

Il bosco naturaliforme insieme ad una piantagione di latifoglie nobili posta nella zona agricola della azienda, hanno ottenuto nel febbraio 2008 la certificazione di buona gestione forestale secondo lo schema internazionale FSC®. Da dicembre 2009 il bosco è certificato anche con lo schema PEFC.

carpaneta forestaLA STRUTTURA DELL’AZIENDA –  Oltre ai terreni dedicati alle colture e alla parte forestale, il corpo centrale dell’azienda è costituito da diversi immobili, tra cui la casa padronale, un fienile ottocentesco dalle architetture tipiche dell’ambiente rurale padano che attualmente ospita la mensa aziendale e il vero vanto della Carpaneta: la Pila del Riso. Questa, attualmente adibita ad ospitare convegni ed esposizioni ma ancora intatta nella sua struttura e nelle sue attrezzature, ci da testimonianza di un’agricoltura mantovana che, a partire dal Seicento, si era convertita alla coltivazione del riso e che utilizzava le Pile per la lavorazione di questo cereale. Contestualmente alle strutture principali, l’azienda è dotata inoltre di una stalla, di un magazzino per il deposito delle attrezzature e dei macchinari, di tettoie per la conservazione del foraggio.

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