Lombardia: prodotti regionali, Fava bene mozione su Km zero “’Lotta per etichettatura passa da conoscenza territorio”

Consiglio regionale LombardiaE’ stata approvata ieri a larga maggioranza dal Consiglio regionale della Lombardia la mozione con la quale si invita la Giunta regionale a promuovere azioni e iniziative finalizzate alla tutela delle aziende lombarde di qualità, con particolare riferimento all’agroalimentare, anche attraverso specifiche campagne mediatiche e iniziative di promozione.  La mozione sollecita anche a proseguire le azioni di sensibilizzazione delle amministrazioni locali e dei cittadini, in merito ai benefici correlati all’acquisto di prodotti a “km zero”, soprattutto nell’agroalimentare.

Gianni Fava primo piano sedutoTRACCIABILITA’ DIRITTO DEL CONSUMATORE – Per l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, “si tratta di un provvedimento condivisibile, che rafforza le azioni già adottate dalla Lombardia e che privilegia l’economia del territorio e la qualità delle produzioni locali, forti di 28 prodotti tipici riconosciuti dall’Unione europea, oltre a 42 vini Dop e Igp“.  “La Lombardia promuoverà una campagna incisiva per diffondere la cultura dei prodotti tipici e sostenere, accanto alle imprese che contribuiscono a realizzare i 5 miliardi di euro di export, anche il consumo di produzioni tipiche e di cibi del territorio lombardo – ha dichiarato Fava -. Credo che debba passare dalla Lombardia, in assenza di iniziative specifiche del governo centrale, la battaglia per l’etichettatura d’origine, come forma di tutela del sistema agricolo, della filiera agroalimentare e dei diritti dei consumatori di sapere da dove provengono i prodotti acquistati”.

In particolare, la giunta regionale della Lombardia si impegna a sollecitare i ministri delle Politiche agricole e della Salute per l’attuazione dell’obbligo di indicazione del Paese d’origine o del luogo di provenienza con riferimento alle carni suine; nelle more dell’approvazione a livello comunitario, di attivare i decreti di  attuazione per introdurre l’obbligo di etichettatura a partire dalle carni suine; a promuovere azioni, con specifico riferimento al commercio con l’estero, per prevenire le pratiche fraudolente o ingannevoli ai danni del made in Italy o in grado di trarre in inganno il consumatore.

prosciutto primo pianoNIENTE RISORSE PUBBLICHE PER PRODOTTI IMITAZIONE – La mozione impegna la Giunta, inoltre, a impedire l’uso improprio di risorse pubbliche per finanziare progetti o imprese che possano alimentare il fenomeno del ‘finto’ made in Italy; a sollecitare i ministri competenti all’adozione di norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini, al fine di rendere accessibili a tutti gli organi di controllo e alle amministrazioni interessate le informazioni e i dati sulle importazioni e i relativi controlli, concernenti l’origine di tutti i prodotti alimentari. La mozione dispone anche la possibilità per la Regione Lombardia di valutare azioni legali a tutela della propria immagine, per i danni al sistema produttivo o occupazionale.

CUN, UNO STALLO CONTINUO – “Si tratta di un emendamento facilmente condivisibile” ha commentato l’assessore Fava. “La filiera suinicola è seriamente a rischio di estinzione – ha detto – viviamo da mesi una problematica gravissima e cioè il fatto che da quasi due mesi manca una quotazione ufficiale. La Cun, emanazione ministeriale, non quota per mancata disponibilità dei compratori di prendere parte alla stessa. Possono continuare a esistere un meccanismo dove il prezzo viene definito dalla sola parte venditrice e un sistema che viene sconfessato dai compratori?”. “In Lombardia, dove si produce quasi il 50% dei suini allevati in Italia, in due anni abbiamo perso 300.000 suini, equivalente alla produzione di qualche regione europea” ha reso noto Fava. “Il tutto nel disinteresse della politica e dell’opinione pubblica”.

maiali allevamentoLA SOCCIDA, UN’INSIDIA – I problemi della suinicoltura sono molteplici, come riassume l’assessore lombardo. “Nella suinicoltura si è inserita un’insidia che si chiama soccida, un meccanismo perverso in cui la produzione è indipendente dalla capacità del mercato di assorbire – ha specificato Fava -. Inoltre, in questi anni è aumentata l’importazione di carne dall’estero. In Italia, a tenere in piedi La filiera è stata la valorizzazione dei prodotti Dop. È questa la strada da seguire, con trasparenza, come credo sia necessario per restituire valore ad una filiera in difficoltà”.  (Ln)

 

 

       

 

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