Latte, Coldiretti: se tavolo al Ministero fallisce pronti ad azioni nei supermercati italiani

  

Conto alla rovescia per il tavolo sul prezzo del latte che si terrà giovedì 25 luglio 2013 presso il ministero delle Politiche agricole a Roma. “Questa convocazione è un bene per tutto il settore agroalimentare italiano – spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia – ma se anche in quella sede non si trovasse una soluzione condivisa fra allevatori e industrie allora siamo pronti a ripartire con le iniziative di protesta che avevamo già programmato per i prossimi giorni”.

La Coldiretti è pronta entrare in azione nei maggiori supermercati della grande distribuzione in tutta Italia per informare i consumatori su quei prodotti che, pur usando marchi italiani o immagini che evocano il nostro Paese, sono realizzati con materie prime straniere. “Li prenderemo – spiega Prandini – e racconteremo a chi fa la spesa cosa c’è dietro e cosa stanno portando in tavola. E’ ora di finirla con le mezze verità che sono solo un inganno alle famiglie, oltre ad affossare le aziende agricole italiane con il furto di immagine e di qualità del vero prodotto italiano”.

L’incontro fissato al Ministero era stato commentato dall‘assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava, all’indomani dell’esito negativo del Tavolo Latte convocato a Palazzo Lombardia e disertato dai rappresentanti delle industrie di trasformazione lattiero-casearie.
”Sono molto felice – aveva dichiarato l’assessore Fava – della decisione del vigile Ministro di voler convocare subito le parti per la soluzione della vicenda relativa al prezzo del latte in Lombardia, c’è grande necessità di risolvere la questione e ben venga la disponibilità del Ministero nel risolvere la questione”.  ”Non vorrei – aveva aggiunto Fava – che l’apprezzabile gesto di voler convocare un tavolo al Ministero si risolvesse involontariamente in un boomerang e servisse a dilatare ulteriormente i tempi di una negoziazione che si è già protratta anche troppo a lungo, facendo in questo modo il gioco di quegli industriali che puntano a non chiudere prima di settembre, costringendo i produttori a fatturare a questi prezzi anche luglio e agosto”.

 

 

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