Grano duro, Fima: audizione al Senato su misure antifrode e antitrust per difendere il settore e tutelare la salute pubblica


Granno duro. La IX Commissione agricoltura del Senato, presieduta dal Sen. Paolo Scarpa Bonazza, relatrice Senatrice Altezza, ha ascoltato il 19 settembre in audizione la Fima, Federazione Italiana Movimenti Agricoli, sull’impatto derivante dalla presenza di micotossine nella filiera del grano duro.

I presenti

Alla presenza di numerosi senatori, sono intervenuti, accanto al coordinatore nazionale Fima Saverio De Bonis, il Prof. Alberto Ritieni docente di Chimica degli Alimenti dell’ Università di Napoli Federico II, il Dott. Maurizio Proietti tossicologo ambientale e il Dott. Andrea Di Benedetto, esperto di micotossine e Presidente del Consorzio Campo.

Risoluzione per il ministro Catania

La IX Commissione al termine degli interventi ha deciso di sottoporre al Ministro Catania le linee guida per il settore, attraverso una risoluzione. Che solleciti le autorità italiane ad armonizzare i limiti di legge. Ma anche ad avviare maggiori controlli, riportare nella etichetta di tutti i prodotti a base di cereali il titolo di micotossine. E obbligare la preventiva colorazione per i grani duri importati dalla Ue non idonei alla alimentazione umana.

La situazione della filiera

Una risposta doverosa e incoraggiante, data la gravità della situazione in cui versa la filiera. Che soffre, da troppi anni, di problemi antifrode e antitrust. E richiede l’istituzione di una Commissione unica nazionale per la determinazione trasparente dei prezzi all’origine, la tutela del reddito dei produttori e l’incentivazione della produzione italiana di qualità anche attraverso un marchio di tutela.

De Bonis: soddisfatto

Secondo il coordinatore Fima, De Bonis, che si ritiene soddisfatto del risultato raggiunto, “se per gli industriali il vincolo normativo europeo viene vissuto come una garanzia, per noi, invece, rappresenta un limite”. “Infatti, considerato il maggior consumo di cereali degli italiani – spiega – vi è una maggiore esposizione al rischio. Che richiederebbe l’applicazione del principio di salvaguardia di protezione della salute dei consumatori da parte del nostro Governo”.

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