Grana Padano, il prodotto tiene nonostante i “falsi” e vola l’export

(Desenzano del Garda/BS, 19 aprile) “In una congiuntura economica caratterizzata da un calo dei consumi interni e da una crescita dell’export, solo i prodotti d’eccellenza reggono al mercato e rappresentano, come nel caso del settore agroalimentare, una vera opportunità per la nostra economia”. Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia,  Gianni Fava, intervenendo oggi, a Desenzano del Garda (Bs), all’Assemblea generale del Consorzio Grana Padano, con l’assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo, Viviana Beccalossi.

“La nostra agricoltura non ha bisogno di mediazioni, per emergere sui mercati – ha sottolineato l’assessore  Fava – quanto piuttosto di essere rappresentata, per le sue ‘specificità’, in forma coordinata dai territori che costituiscono la Macroregione del Nord”. “Per questo – ha aggiunto – ci impegneremo per valorizzare i nostri prodotti di eccellenza e tutelarli. Il dialogo con l’Europa deve essere chiaro e determinato e sarà il focus sul quale ci concentreremo: l’obiettivo è garantire trasparenza e chiarezza verso il consumatore“.

EXPORT IN SU, +7% – Nicola Cesare Baldrighipresidente del Consorzio che raggruppa 156 aziende, ha evidenziato che nel 2012 la produzione è stata di 4.721.234 forme, con un incremento dell’1,34 per cento rispetto all’anno precedente. “Sul piano dei consumi nazionali – ha spiegato ancora – rileviamo un calo dell’1,5 per cento. Un dato che, nonostante la crisi economica, indica una sostanziale tenuta anche rispetto alle altre tipologie di formaggi simili ai nostri. Un discorso diverso riguarda invece le esportazioni, che fanno segnare un incremento del 7 per cento, pari a 1.427.000 forme, ovvero il 30 per cento della produzione complessiva“.

La Germania, con un +6,7 per cento, (per un totale di 328.847 forme) resta leader nel panorama internazionale, seguita dagli Stati Uniti con 143.904 (+4 per cento dell’export). La Lombardia è assoluta protagonista dei grandi successi ottenuti da Grana Padano con 29 caseifici nella provincia di Mantova, 28 in quella di Brescia e 9 in quella di Cremona, per un totale produttivo che nella nostra regione raggiunge quasi il 70 per cento del totale nazionale.

CONTRAFFAZIONE, IL DANNO È DI 1 MILIARDO L’ANNO – L’assessore Beccalossi ha ribadito quanto sia “importante tutelare le produzioni Dop del nostro Paese dall’attacco sempre più forte e spesso incontrollato che arriva dai ‘falsi’ e dalle imitazioni realizzate in ogni parte del mondo e che nulla hanno a che fare con la qualità e la sicurezza alimentare del made in Italy”.  

“Il danno economico e d’immagine che continuiamo ad avere dai ‘falsi’ e dalle imitazioni raggiunge complessivamente un miliardo di euro annuo.  I nostri controlli – ha detto Stefano Berni, direttore generale del Consorzio  – riguardano tutti gli ambiti: dal preconfezionamento, alla commercializzazione, ai caseifici fino alle verifiche sui ‘similari’ in Italia e in tutta Europa per un totale di quasi 14.500 interventi con un costo che supera gli 8 milioni di euro complessivi”.

“Ancora una volta lanciamo un grido d’allarme alle istituzioni, soprattutto a quelle della Comunità europea  affinché intervengano in maniera forte e risolutiva con leggi che tutelino quelli che, come i prodotti Dop, sono eccellenti ambasciatori del made in Italy nel mondo. L’aggressione crescente che subiamo dai similari – continua Berni – soprattutto da quelli prodotti all’estero con costi della materia prima latte e costi di trasformazione esageratamente più bassi, legittima purtroppo, è sleale per noi e per il consumatore che non viene messo in condizione di conoscere la provenienza del prodotto similare. Sono le modalità di vendita a generare confondibilità nel consumatore, come dimostrerà un’approfondita ricerca universitaria affidata al team del professor Rubin dell’Università Piemonte Orientale, i cui risultati saranno presentati durante la manifestazione Tuttofood a Milano”. La manifestazione è in programma dal 19 al 22 maggio a Fiera Milano-Rho.  

“Tutti noi – conclude Berni – dobbiamo pretendere che il consumatore venga informato dall’etichetta, che non venga confuso dalla mescolanza tra questi prodotti e il nostro, con regole e disposizioni certe che provengano dalle Istituzioni, nazionali e comunitarie. Se il consumatore sarà messo in condizione di conoscere e scegliere consapevolmente cesserà la consistente crescita di queste scimmiottature a nostro discapito nell’inganno che si sta perpetrando ai danni delle DOP e del consumatore”.

 

E su queste tematiche è intervenuto Paolo De Castro, che ha sottolineato “l’importanza del  principio della cosiddetta protezione ex officio, che costituisce la novità più importante e significativa in tema di tutela della DOP introdotta a livello comunitario. Viene infatti sancito il principio in base al quale gli Stati membri sono tenuti ad adottare le misure necessarie (amministrative e giudiziarie) per prevenire o far cessare l’uso illecito delle DOP e delle IGP sul proprio territorio. Gli Stati devono dunque designare le autorità responsabili dell’applicazione delle misure di protezione, che devono offrire adeguate garanzie di obiettività ed imparzialità e disporre di personale qualificato e di risorse adeguate. Pertanto, non è più necessaria una denuncia di parte affinché si attivi il processo di protezione su un prodotto riconosciuto a livello comunitario, cosa che dovrebbe contribuire a ridurre le azioni legali che il Consorzio attua a difesa della DOP Grana Padano, con sensibile riduzione dei relativi costi”.  (Ln)

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