Expo 2015, assessore Fava a Bruxelles preme su Ue per lotta a cibo contraffatto

Fava con microfono)La Lombardia preme affinchè l’Expo 2015 costituisca il punto di svolta nella lotta contro la contraffazione dell’agroalimentare a livello mondiale, col cappello politico dell’Ue. La proposta arriva dall’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia, Gianni Fava, che oggi a Bruxelles ha incontrato David Wilkinson, commissario generale Ue per l’Expo 2015, assieme ad una delegazione della Commissione Ue.

PRESENTATO DOCUMENTO – Fava ha presentato un documento che l’Ue potrebbe rilanciare al Bureau International des Expositions (BIE), l’organismo internazionale che sovrintende l’Esposizione universale. La Lombardia, “primo produttore in Europa dell’agroalimentare”, secondo quanto evidenzia l’assessore, vuole cogliere l’occasione dell’Expo, che ha quale tematica principale proprio quella dell’alimentazione. convegno Ersaf cover
“L’Italia in questa battaglia non è da sola, è un problema condiviso specie da Spagna e Francia” spiega Fava, che sottolinea due aspetti della sfida: quello della tutela del consumatore contro prodotti taroccati e quello del potenziale per la ripresa economica del Sud Europa.  L’agroalimentare è diventato la prima voce dell’export dell’Italia: poco più di 30 miliardi nel 2013, un boom rispetto a meno di 20 miliardi di tre anni fa, mentre i falsi prodotti italiani valgono 60 miliardi”  afferma.

Pac prodotti agricoliLA DICHIARAZIONE DI MILANO – La forza del sistema agroalimentare italiano, ha ricordato ancora una volta Fava, “si basa non solo sulla qualità, la tradizione e la bontà dei prodotti, ma anche sulla sicurezza alimentare e sui controlli”. Sicurezza e cultura sono dunque le leve da attivare per vincere la scommessa dell’Expo. “L’obiettivo finale a Expo 2015 – osserva – è costruire un manifesto per la tutela delle produzioni agroalimentari, una ‘dichiarazione di Milano’ da sottoporre agli oltre 110 Paesi extra Ue presenti. L’Expo 2015 potrebbe così unire l’evento fieristico ad un “confronto politico” sul tema, da cui partire per “dare vita ad accordi bilaterali con altri Stati”. 

 

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