Danni grandinata nel cremonese e nel bresciano, Fava: Stato non ha risorse, “Vuole usare fondi Pac e dimentica che sono per la produzione non per calamità”

INCONTRO A DELLO (BS) – “La competenza in materia di calamità naturale è dello Stato: questa mattina, il sottosegretario alle Politiche Agricole Maurizio Martina, ci ha fatto sapere che non ci sono risorse. Anzi, ipotizza l’utilizzo di parte dei fondi Pac delle Regioni per destinarli alle imprese danneggiate. Non ci sto: i fondi Pac servono per la produzione, lo Stato faccia lo Stato, Regione Lombardia da parte sua ha anticipato alle imprese i fondi della Politica agricola comune, offrendo ossigeno alle aziende che stanno vivendo serie difficoltà”. Lo ha detto Gianni Fava, assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia, intervenendo all’assemblea organizzata a Dello (Bs) dal sindaco della città Ettore Monaco, alla quale hanno partecipato l’assessore provinciale all’Agricoltura Gianfranco Tomasoni, rappresentanti delle Istituzioni locali e delle organizzazioni agricole.
IL TERRITORIO DEVASTATO DALLA GRANDINATA: 12.900 ETTARI, CON DANNI A MAIS, SORGO E SOIA – Nel Bresciano la superficie agricola interessata dai danni provocati dalla grandinata del 13 luglio è di 12.900 ettari. L’evento calamitoso, al quale si sono associate violente raffiche di vento, ha colpito le coltivazioni e le strutture agricole, oltre ad aver sradicato piante d’alto fusto. In particolare hanno riportato gravi conseguenze le coltivazioni di mais (11.400 ettari), del sorgo (250 ettari), della soia e dell’erba medica, compromettendo anche i terreni destinati agli ortaggi (zucche, cocomeri, fagiolini, insalatine).
22 MILIONI DI EURO – Secondo quanto ha riportato l’assessore provinciale Tomasoni “Si stima un danno della Produzione lorda vendibile agricola dell’anno in corso di circa 22 milioni di euro, pari al 53 per cento della Plv media del territorio danneggiato (41,5 milioni di euro)”.
LA REGOLA DEL 30 PER CENTO – La percentuale indicata ha un valore specifico in quanto la normativa di riferimento – come ha ricordato l’assessore Fava anche in questa occasione – prevede che la Provincia, una volta individuata l’area interessata, predisponga una relazione a Regione Lombardia e chieda a questa la declaratoria dell’eccezionalità dell’evento per quei territori in cui il danno accertato a coltivazioni e a strutture agricole non assicurabili in forma agevolata sia superiore al 30 per cento della Plv calcolata sulla media dell’ultimo triennio. “Un quadro di regole molto rigido – ha commentato Fava – anche se i tecnici del Ministero delle Politiche agricole ben comprendono come l’episodio della grandinata abbia interessato una striscia di territorio e, proprio in funzione di questo, hanno manifestato disponibilità a considerare le aree danneggiate superando le delimitazioni dei confini comunali”.

RIUNIONE A CREMONA – Sono 27 su 115 i Comuni della provincia di Cremona colpiti dalla grandinata dello scorso 13 luglio.
Secondo stime non ufficiali i danni riportati dalle aziende agricole sono quantificabili in 100 milioni di euro. Per discutere dei risarcimenti e delle modalità con cui possono essere richiesti, l’assessore Gianni Fava ha partecipato all’incontro pubblico convocato a Cremona dal prefetto Tancredi Lorenzo Maria Bruno di Clarafond alla presenza del sottosegretario di Stato alle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, che è anche presidente della Commissione di coordinamento per le attività connesse all’Expo Milano 2015, del presidente della provincia di Cremona Massimiliano Salini, dell’assessore provinciale all’Agricoltura Gianluca Pinotti, del sindaco della città Oreste Perri e dei sindaci dei Comuni interessati dalla tempesta con grandine.
FAVA: RISPOSTE CONCRETE A CHI È IN DIFFICOLTÀ – “Qui abbiamo iniziato lunedì scorso, subito dopo l’evento, – ha detto in apertura del suo intervento Fava – la prima conta dei danni, dimostrando come sempre la grande attenzione di Regione Lombardia ai problemi del territorio. La norma stabilisce che le aziende hanno tempo 40 giorni dall’evento per presentare il risarcimento danni. La legge dice che poi ci sono 90 giorni per erogare contributi. Noi non vogliamo aspettare la data limite, abbiamo intenzione di provvedere appena possibile e andare in delibera entro la fine del mese di agosto“.
24 SCHEDE PRESENTATE – Dei 27 Comuni colpiti, 24 hanno presentato le apposite schede Rasda alla Protezione civile della Lombardia: esse riguardano tuttavia più specificatamente le strutture e le attrezzature ma, ha ricordato Fava, “Hanno meno attinenza con attività agricole”.
RISORSE NAZIONALI SCARSE – Secondo l’assessore regionale un’altra criticità è costituita dalle risorse nazionali: “I risarcimenti – ha spiegato – sono rifondibili facendo riferimento al Fondo nazionale calamità, oggi sottofinanziato. Servirà una forte mobilitazione politica per trovarle. Ma non basta: dal Fondo solidarietà non sono riconoscibili come danni i danni alle colture, perché la legge entrata in vigore a inizio anno aveva introdotto obbligo delle assicurazioni. Alcune colture sono obbligatoriamente assicurate, come il pomodoro, perché l’intera filiera è assicurata. Altre no”.
IL QUADRO DI CONTESTO – La particolare annata negativa per l’agricoltura cremonese è stata ricostruita dall’assessore provinciale Pinotti: “A causa delle abbondanti piogge nei primi mesi del 2013 – ha ricordato – si sono registrate difficoltà nello smaltimento dei reflui, cui si sono aggiunti i ritardi delle semine di marzo e aprile, mais principalmente, posticipati a fine maggio e giugno. Le difficoltà climatiche hanno compromesso in maniera significativa la raccolta dei foraggi, come l’erba medica”.
“In autunno – ha detto l’assessore provinciale – misureremo la diminuzione della produzione di foraggi e cereali. Intanto abbiamo già inviato all’assessore Fava e al Ministero delle Politiche agricole la sintesi di questa delicata situazione”.
GRANDINATA HA MASSACRATO LE COLTURE – Nel giugno scorso gli agricoltori hanno cambiato alcuni assetti colturali ma l’evento del 13 luglio ha aggravato situazione per una buona porzione della provincia di Cremona: la grandine ha distrutto le poche colture che è stato possibile mettere a dimora, oltre a danni riportati anche alle strutture. La zona colpita dagli eventi calamitosi è ampia circa 130.000 ettari, un’area in cui sono attive imprese agricole con assetto zootecnico, agroenergetico especializzate nella coltivazione dei pomodori.
Secondo gli esperti, i danni si rifletteranno anche sul prossimo anno, in quanto le aziende dovranno sostenere spese per l’approvvigionamento delle materie prime e per la risemina.
“Una quantificazione precisa del danno – ha commentato l’assessore Fava – sarà possibile solo a fine stagione agraria. Quindi prima di ottobre sarà difficile poter avere quadro completo” .

PROPOSTE PER ACCESSO AL CREDITO DELLE IMPRESE DANNEGGIATE – L’assessore regionale, rispondendo alle domande di alcuni sindaci circa migliori agevolazioni per l’accesso al credito, ha anche anticipato che “Si sta lavorando con Finlombarda, dopo l’anticipo del 70 per cento della Pac corrisposto con sei mesi di anticipo per dare più liquidità alle imprese, per trovare altre forme di sostegno alle aziende. Potremmo chiedere di dare corsia preferenziale a chi ha subito danni in una situazione già
difficile. Così come si può ipotizzare anche un Fondo di rotazione, di concerto con l’assessore regionale all’Economia e Semplificazione Massimo Garavaglia, ma anche in questo caso non c’è una misura specifica per chi ha subito danni da maltempo”.
MASSIMA ATTENZIONE REGIONE PER IMPRESE – Come nel Cremonese, anche per il Bresciano l’assessore Fava ha assicurato la massima attenzione da parte di Regione Lombardia alle imprese colpite dalla grandinata, ben consapevole che le ripercussioni di questo evento certamente avranno conseguenze sull’intero comparto agroalimentare. Agli imprenditori agricoli ha chiesto altrettanta attenzione nella rendicontazione dei danni che dovrà essere comunicata ai sindaci e da questi alla Provincia. (Ln)

 

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