Assessore Fava: grande innovazione il drone in agricoltura, passo in avanti per trattare la piralide del mais

Drone con Fava(Bellaguarda di Viadana/Mn) L’assessore all’Agricoltura della Lombardia Gianni Fava ha assistito alle operazioni di lotta biologica integrata alla Piralide del mais, realizzate con l’ausilio di un drone. Il drone ha sorvolato i campi della società agricola di Gaetano, Marco e Mauro Carnevali, di Bellaguarda di Viadana (Mantova), azienda con una superficie di 108 ettari coltivati e una mandria di 410 capi a indirizzo lattiero.

MENO IMPATTO AMBIENTALE – “Siamo in presenza di una tecnologia altamente innovativa, la cui applicazione finalizzata al contrasto della Piralide del mais non era mai avvenuta in precedenza – ha riconosciuto Fava – e che ritengo possa trovare adeguate formule di sostegno attraverso il nuovo Programma di Sviluppo Rurale”.

Drone primo pianoAccanto agli aspetti hi-tech, infatti, l’assessore lombardo ha posto l’accento sulle prerogative di minore impatto ambientale, attraverso l’impiego di un insetto oofago (il Trichogramma brassicae), in grado di neutralizzare le uova delle Piralide.

INCENTIVARNE L’UTILIZZO – Le dimensioni del drone impiegato, quadricottero, sono di un metro per un metro, e, per legge, deve essere teleguidato da un pilota diplomato Enac. Il servizio di trattamento della Piralide del mais attraverso il drone è offerto da Comal, la Cooperativa mantovana allevatori, che, di fatto, è il braccio commerciale dell’Associazione mantovana allevatori. “Si tratta di un’opportunità che va incentivata – commenta Fava -, perché ha un bassissimo impatto ambientale e, nell’ottica dell’utilizzo del maPiralide maisis a fini zootecnici, abbraccia una logica di innovazione della filiera”.

COME FUNZIONA IL TRATTAMENTO – Le uova di Trichogramma brassicae vengono confezionate dentro sfere di cellulosa biodegradabili e distribuite durante il volo del drone attraverso un’apposita apparecchiatura. Nel giro di 15-20 giorni si sviluppano le larve per la lotta biologica, con nascite scalari per coprire l’intero ciclo produttivo del mais. I risultati e i costi di utilizzo sono equiparabili ai trattamenti chimici, col vantaggio, rispetto al trattamento convenzionale attraverso i cosiddetti “trampoli”, che la distribuzione può avvenire in qualsiasi condizione ambientale. (Ln)

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