Cia Lombardia: con la Tares a rischio il futuro di molte imprese agricole

Grande apprensione da parte della Confederazione italiana agricoltori della Lombardia (Cia Lombardia) in merito alle decisioni che, salvo rinvii, le amministrazioni comunali si accingono a prendere in questi giorni sull’applicazione della Tares (Tassa sui rifiuti e servizi).

Insostenibile aggravio

“Un ulteriore e insostenibile aggravio impositivo metterebbe a repentaglio il futuro di molte imprese agricole”, ha dichiarato il presidente regionale Cia, Mario Lanzi.

Forte timore

Forte è il timore di un’applicazione indifferenziata del nuovo tributo, che sottovaluti la peculiarità del settore primario, presidio delle aree rurali, spesso marginali, diffusamente poco servite da quei servizi divisibili ed indivisibili che rappresentano il fine della nuova Tares.
Cia Lombardia Tares

Sensibilizzare i sindaci

Cia Lombardia intende quindi sensibilizzare i sindaci e gli amministratori pubblici sugli impatti che avrà il nuovo balzello sulle imprese agricole. Salvo rinvii o modifiche, la prima rata dell’imposta è prevista per il mese di luglio e i comuni sono in questi giorni al lavoro per definire e portare in approvazione il regolamento attuativo della stessa.

Esenzioni

La Cia è fortemente interessata al comportamento che l’ente locale intende conseguire nel proprio Regolamento. Quello per trattare le esenzioni, le riduzioni e le esclusioni per i fabbricati rurali abitativi e strumentali e per le aree scoperte esistenti nei siti agricoli. In particolare le imprese agricole si attendono una doverosa attenzione nella definizione dei parametri impositivi in primo luogo per i fabbricati rurali ad uso abitativo. Per i quali l’articolo 14 comma 15 del dl 201/2011 i Comuni possono prevedere riduzioni tariffarie nella misura massima del 30 per cento. Si tratta di una riduzione, infatti, che peggiora la condizione preesistente per cui si attendono ulteriori riduzioni o esenzioni. Nel contempo, secondo la Cia non possano essere attratti alla nuova Tares tutti quei fabbricati rurali strumentali destinati alle attività agricole e agricole connesse. Ciò per mancanza del presupposto produttivo o tipologico come ad esempio le rimesse attrezzi, le cantine, i magazzini, i fienili, le serre. Per quanto riguarda infine le aree scoperte la Cia ritiene che non debbano essere minimamente colpite dall’imposta, se appartenenti o utilizzate da agricoltori. 

Pronti a confronto costruttivo

Sulla base di queste considerazioni Mario Lanzi conferma la disponibilità delle strutture territoriali della Confederazione ad un confronto costruttivo con le Amministrazioni comunali sulla definizione dei parametri impositivi e in generale sul percorso di costruzione e produzione del regolamento attuativo. A questo scopo Cia Lombardia è favorevole all’istituzione di tavoli provinciali per coordinare l’orientamento delle amministrazioni locali.

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