Lombardia, pesca: assessore Fava invita Regione Emilia-Romagna a condividere politica comune tutela acque e risorse ittiche


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“Lombardia ed Emilia-Romagna dovranno impostare una politica comune sulla pesca, esattamente sulla scorta di quanto già avvenuto fra Lombardia, Veneto e Provincia Autonoma di Trento sul Lago di Garda. L’obiettivo è uniformare le normative, ma anche i controlli, che dovranno essere potenziati, senza gravare sui costi della comunità”.

A sollecitare il collega dell’Emilia-Romagna è l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava, anche  a seguito dei recenti fatti di cronaca che hanno visto la Polizia fermare quattro rumeni con un carico di 800 chilogrammi di pesce, prelevato dai Laghi di Mantova.

La necessità di una politica macroregionale è il messaggio che l’assessore lombardo  ha portato alla VIII Commissione Agricoltura della Regione Lombardia, in occasione dell’audizione di Arci Pesca F.I.S.A. proprio sugli episodi di bracconaggio verificatisi sui Laghi di Mantova e sul fiume Mincio.

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“Non è da escludere l’ipotesi di sperimentare un sistema di concessione di pesca per autofinanziare sia i controlli che le attività ittiogeniche sul modello applicato a Sondrio per il fiume Adda e a Como per il Lario – ha aggiunto l’assessore regionale della Lombardia -; in questo modo stimiamo almeno una quindicina di nuovi posti di lavoro. L’impresa non è semplice, ma rappresenta una sfida a tutela delle acque e delle risorse ittiche”.

La competenza sulla pesca sarà trasferita alle Regioni, ma il dato mantovano è significativo: nel 2013 la sola Provincia di Mantova ha rilasciato 4.200 permessi di pesca agli stranieri. Numeri che potrebbero crescere, se si comprendono le province di Piacenza, Cremona, Lodi, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e – coinvolgendo la Regione Veneto, con la quale la Lombardia ha già un’intesa per la gestione delle acque del Garda – Rovigo.

 

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