Cellulari o pc nuovi sotto l’albero? Ecco cosa fare di quelli vecchi

Sono in molti ad aver ricevuto, in occasione del Natale, un dono ad alto contenuto tecnologico. 
Tra tablet, smartphone ed e-book reader, il settore risulta essere stato anche per quest’anno in decisa controtendenza rispetto a comparti più “classici” come l’abbigliamento, gli accessori o l’arredo casa, che hanno subito pesanti flessioni.
Cosa fare allora del vecchio pc con schermo ingombrante o del telefonino di precedente generazione? Questi, così come una tv, un piccolo o grande elettrodomestico, asciugacapelli o rasoi elettrici a fine vita si trasformano in Raee, ovvero rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, che non devono essere buttati nell’indifferenziata ma devono essere raccolti separatamente per preservare l’ambiente, garantire il recupero di materie prime, combattere il traffico illegale di apparecchi elettronici verso i Paesi in via di sviluppo, risparmiare energia ed evitare emissioni di Co2.

ReMedia

Per questo ReMedia, il consorzio no profit per il recupero dei rifiuti tecnologici, ha realizzato una videoinfografica per sensibilizzare i cittadini sul corretto riciclo dei Raee, invitandoli a portare i vecchi apparecchi in un’isola ecologica. Ci sono 3.500 piazzole ecologiche in tutta Italia, basta cercare quella più vicina.
Per sensibilizzare i cittadini a uno smaltimento responsabile, ReMedia ha realizzato un video:

Spazio per la vecchia tecnologia

Ma dove finisce la “vecchia tecnologia”?
La quantità di questa spazzatura “tecnologica” cresce in maniera esorbitante: l’ONU ha stimato che ogni anno si producono tra i 20 e i 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. Cioè circa il 5% della produzione globale di rifiuti solidi urbani. Se non correttamente raccolti e riciclati, questi rifiuti vanno ad alimentare discariche abusive. Spesso in Paesi in via di sviluppo. Ovvero dove gli oggetti tecnologici vengono smaltiti in rudimentali impianti di riciclaggio, senza tutele per l’ambiente e la salute delle persone.

Danni all’ambiente

Danni all’ambiente, alla salute, perdita di risorse e utilizzo del lavoro minorile per attività prive di qualsiasi controllo. Così possiamo invece fare molto di più. Nonchè essere consapevoli che con semplici gesti quotidiani possiamo ottenere risultati fantastici.
In un solo anno, produciamo nel mondo oltre 20 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici che oggi si possono riciclare con grandi risultati per l’ambiente, la nostra salute e il recupero di materiali preziosi.

Riciclare correttamente i prodotti elettronici significa:
  • evitare 3 milioni di tonnellate di emissione di CO2 (equivalenti alle emissioni di 1.5 milioni di automobili);
  • risparmiare l’energia di una città di 160.000 abitanti (0.2 terawattora)
  • recuperare 340.000 tonnellate di materiali.

Norme internazionali

I “rifiuti tecnologici” devono essere raccolti separatamente ed avviati ad un corretto riciclo. Questo perché contengono sostanze pericolose per la salute e l’ambiente ma anche materiali preziosi che possono essere riutilizzati. Infatti, i Paesi Europei hanno introdotto leggi per orientare anche sotto il profilo ambientale. Nonchè l’intervento dei soggetti (Produttori, Riciclatori, Distributori) che partecipano al ciclo di vita dei prodotti tecnologici, compresa la fase del loro smaltimento.
Anche in Italia le attività di gestione dei RAEE sono diventate una realtà, grazie all’impegno dei produttori di apparecchi elettrici ed elettronici. E il dono tecnologico può sostituire, senza danni ambientali, i vecchi device.

Produciamo nel nostro paese almeno 800.000 tonnellate di rifiuti elettronici domestici e ne raccogliamo 245.000 con un aumento rispetto al 2009 del 23%. Ciò significa una media per abitante di 4Kg.

 
 

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