Liguria, Regione e Fai riqualificano insediamento agricolo sul sentiero tra Levanto e Monterosso


Un’ora di cammino da Monterosso, altrettanto da Levanto. Case Lovara è un piccolo gruppo di case rurali nell’area di Punta Mesco, un sito di interesse comunitario all’interno del territorio delParco delle Cinque Terre. Abbandonato da decenni, i pochi edifici addossati l’uno all’altro sono assai malandati ma almeno in parte recuperabili, al pari degli ampi terrazzamenti che permettevano di strappare al bosco la terra necessaria per alberi da frutto, vite e olivo.
Gli oltre diecimila escursionisti che passano ogni anno da qui hanno visto finora un rustico che si individua già da lontano tra lecci, pini d’aleppo e gli arbusti tipici della macchia mediterranea. Ora che le operazioni di pulizia dei terrazzamenti volgono al termine i muri rossi dell’edificio principale sono ancora più evidenti. L’esposizione al sole e il panorama sul mare non distante sono eccezionali, di quella eccezionalità così normale nello scenario unico delle Cinque Terre. L’immobiliare che aveva acquisito i 60 ettari complessivi del lotto, di cui 58 di bosco e 2 di terrazzamenti, ha dovuto rinunciare al progetto di costruzione di abitazioni a uso turistico a seguito dei vincoli posti alla fine degli anni novanta sia al territorio del Parco nazionale delle Cinque Terre sia all’area marina protetta. Nel2009 ha deciso di donare al Fai il terreno e le case rurali.
La donazione si è subito presentata come una sfida che il Fondo Ambiente Italiano, dopo una lunga e attenta valutazione, ha deciso di cogliere in pieno. Prima le convenzioni con le università di Firenze (Gesaaf, Laboratorio per ilpaesaggio del Dipartimento di gestione dei sistemi agrari, alimentarie forestali) e di Genova (Dsa, Dipartimento di Scienze perl’architettura), poi i lavori per la pulizia dei terrazzamenti (finanziati grazie a un’altra donazione) finalizzati soprattutto al contenimento del rischio incendi e alla valutazione anche visiva delle opportunità offerte dal sito, e infine la convenzione firmata tra Regione Liguria, comuni di Monterosso al Mare e Levanto, Fai, Parco nazionale delle Cinque Terre. Case Lovara diventerà il sito pilota per il recupero di un insediamento agricolo-rurale in un’area di interesse comunitario. Un’esperienza dunque che farà da apripista per altre analoghe nella valutazione delle interazioni e degli impatti delle attività agricole e rurali sugli ambienti naturali.
Ma per gli escursionisti Case Lovara sarà in primo luogo un punto di ristoro e di accoglienza. Il Fai non pensa a un uso commerciale ma a una concessione in uso a una o più coperative per lo sfruttamento agricolo e boschivo. L’accoglienza dovrà essere sul modello dei rifugi alpini: qualcosa di essenziale e di spartano. Forse una camerata con letti a castello per brevi soggiorni, servizi essenziali, vendita diretta dei prodotti agricoli per garantire l’autosufficienza della struttura.
Per la Regione Liguria sarà forse il primo banco di prova per la legge sui terreni incolti già licenziata dalla Giunta e presto all’esame del Consiglio: la speranza è che a Case Lovara si riesca sia a riprendere l’attività agricola(cessata solo da alcuni decenni) sia ad attivare una filiera del bosco nei 58 ettari di pertinenza. «Occorre preservare queso territorio così fragile dalle frane – spiega il Presidente Claudio Burlando – e l’unico modo per farlo è recuperare i muretti a secco, tenere in ordine il bosco, le zone terrazzate, boschive, gerbide… Ora che la pulitura è quasi terminata diventa urgente recintare il compendio agricolo perché i cinghiali distruggerebbero i muretti a secco in pochi mesi: per questo ci daremo da fare, Regione e comuni, per trovare subito le risorse necessarie. Poi, una volta che la struttura sarà operativa, credo che sia importante provare a recuperare i sentieri che vanno verso il mare». Il sentiero principale in costa è in buone condizioni: integrarlo con i percorsi verso il mare darebbe un valore aggiunto a un sito di grande pregio.

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