Maltempo, semine in ritardo di un mese:campi ridotti a un pantano di acqua e fango

Un mese di ritardo sulle semine a causa del maltempo. In pianura padana – spiega la Coldiretti Lombardia – pioggia e neve hanno ridotto i campi a distese di fango e acqua ed è ancora impossibile entrare con i trattori per le coltivazioni primaverili. “Rispetto allo scorso anno – spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia, bresciano, allevatore e cerealicoltore – siamo già in ritardo di un mese e anche se il tempo si dovesse sistemare ci vorranno giorni prima di riuscire a entrare con i macchinari per iniziare i lavori: dalla concimazione alla semina. Prevediamo rese più basse nel prossimo raccolto di mais”. Il granoturco, uno dei prodotti cardine dell’agricoltura lombarda, si coltiva su oltre 350 mila ettari di terreno e serve per l’alimentazione degli animali in un comparto zootecnico regionale che vale il 40 per cento delle 10 milioni e mezzo di tonnellate di latte munte ogni anno in Italia e per il 50 per cento sul totale dei suini a livello nazionale.
“L’anno scorso in questo periodo avevo già finito i lavori preparatori per la stagione – racconta Marco Lunati, allevatore di suini a Mairago (Lodi) – adesso  invece devo ancora fare tutto: sistemare gli argini, potare le piante, distribuire i liquami, seminare. I campi sono un pantano ed è impossibile entrare. Un disastro”. Secondo i rilevamenti dell’Arpa – dice la Coldiretti Lombardia – solo nelle aree montane da dicembre a oggi sono caduti fra i 275 e i 483 centimetri di neve: 374 nella zona dell’Adamello, 367 nella fascia valtellinese dell’Aprica, 483 nell’area della Valtellina Oroboie Valgerola, 459 in Valle Brembana, 272 in Alta Valtellina nella zona di Cancano, 342 in Valmalenco e 275 in Valchiavenna a Madesimo. Anche in pianura quest’anno – spiega la Coldiretti Lombardia su dati dell’Osservatorio Meteo di Brera a Milano – il maltempo non ha dato tregua con 16 nevicate da dicembre a marzo contro le appena 6 dello stesso periodo a cavallo fra 2011 e 2012. L’ultimo episodio proprio oggi, in particolare sulle zone di pianura fra Lodi, Cremona e Pavia. A Milano, nella tarda mattinata, dopo una spolverata di bianco è tornata la pioggia.  “Quest’anno non abbiamo ancora potuto fare nulla – spiega Gianenrico Grugni, agricoltore di Cervignano d’Adda, a sud est del capoluogo lombardo – non siamo nemmeno riusciti a girare le zolle in modo che il gelo le rompesse per poi lavorarle meglio. Adesso è tutto bagnato e siamo preoccupati, perché le semine inizieranno in ritardo. Sempre che poi il caldo non scoppi tutto in un colpo creando un shock termico alle piante”.

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