Frutta e verdura per aiutare a combattere malattie della pelle, restano rischi provocati da inquinamento

Bambini europei sempre più colpiti dalle malattie della pelle, dermatite atopica in testa, tanto che quasi un bambino su due sotto i cinque anni ne soffre. L’sos sulla salute della pelle dei più piccoli arriva dai pediatri della Fimp (Federazione italiana medici pediatri), riuniti a Montecarlo per il convegno internazionale ‘L’eccellenza incontra l’eccellenza’, dopo che si è registrato un vero e proprio boom di patologie dermatologiche infantili, raddoppiate nelle ultime tre decadi e addirittura triplicate nelle zone piu’ industrializzate.
La dermatite atopica è di origine congenita e genetica (se ne soffre un solo genitore il figlio ha il 60% di probabilità di soffrirne a sua volta, che salgono all’80% se entrambi i genitori hanno la patologia) ma, spiegano gli esperti, può svilupparsi per sensibilità a vari fattori, come l’alimentazione o l’assunzione di farmaci.
Anche se per l’Organizzazione Mondiale della sanità l’imputato numero uno è l’inquinamento: l’Oms, hanno ricordato i pediatri, valuta che in Europa circa un terzo delle malattie infantili dalla nascita a 18 anni si possa attribuire all’ambiente insalubre o insicuro. E se la diagnosi è semplice (basta un esame clinico, niente prove allergiche o analisi di laboratorio) ancora mancano le terapie risolutive per una patologia che risente appunto di fattori ambientali, quali l’inquinamento (ma anche forti escursioni climatiche, vento, pioggia, umidità, polveri) e pure dei fattori alimentari come allergie o carenze e rischi nutrizionali.
   ”La dermatite atopica – ha spiegato il presidente della Fimp, Giuseppe Mele – è la più diffusa delle malattie dermatologiche in età pediatrica”. E le malattie della pelle, aggiunge Giuseppe Ruggiero, referente nazionale della rete dermatologica Fimp, rappresentano ormai ”il 20-30% delle visite che ogni pediatra esegue, con una maggior prevalenza di dermatite atopica.
I disturbi maggiori (prurito, eczemi, secchezza diffusa, perdita di compattezza e turgore, comedoni e punti neri, brufoli, specie nelle zone a maggior rischio di dermatite come mani e viso, o gambe e le ginocchia, più soggette allo sfregamento dei vestiti) si possono ”prevenire o lenire – ha sottolineato Mele – educando i genitori al corretto trattamento della patologia, dall’uso costante di creme emollienti contro la secchezza cutanea o di prodotti specifici in caso di lesioni infiammatorie”. Fondamentale anche una dieta corretta, sana e bilanciata, ”ricca di frutta e verdure (per assumere vitamine e sali minerali), pesce, grassi di origine vegetale, fibre e cereali” e ”arricchita da un buon apporto di acqua e da un limitato consumo di bevande zuccherate e cibi troppo raffinati,  particolarmente importante in inverno quando la pelle è privata dei benefici del sole”.

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